martedì 27 novembre 2012

Novembre alla ...Modà


Consiglio di ascolto: "Scusami" dei Modà. Cosa c'entri con il post non lo so' ma trovo la canzone abbastanza vicina alla fragilità delle foglie in queste giornate ventose di autunno, foglie che come noi, presto, saranno costrette a lasciare le certezze dell'albero al quale hanno vissuto attaccate per spiccare il loro ultimo volo e cadere nel vuoto.
Scusami, 

Se ho preferito scriverlo, che dirtelo, 

ma non è facile dirti che sei diventata il senso 
di ogni mio giorno, 
momento, perché... 
perché sei fragile

Il proposito di fare una foto al giorno all'albero nel giardino condominiale per seguire l'avanzare dell'autunno è finito nel cassetto insieme a quello di riempire giornalmente le pagine di questo blog.
C'è un bell'acero nel giardino dell' Esrin dove lavoro, l'ho osservato in questo passaggio di stagione assumere tutte le colorazioni, ed ora è praticamente spoglio. Ma nonostante cio' è sempre bello e si prepara al freddo in arrivo.
Per i prossimi giorni le previsioni meteo annunciano pioggia e freddo. Insieme al Natale arriverà anche l'inverno che fino ad ora è rimasto nascosto. Aspetto con curiosità l'evolvere di questa strana stagione .... sarà la calma prima della tempesta?


lunedì 26 novembre 2012

Sansone goal

Beh ... con un goal di Sansone si vince alla grande!!!



Serie A, Parma-Inter 1-0: il tabellino
Lunedì, 26 Novembre 2012 22:58

PARMA - Frenata dell'Inter che esce sconfitta dallo stadio "Ennio Tardini": a vincere per 1-0 è il Parma.
Reti inviolate nel primo tempo, in cui i nerazzurri non riescono a concretizzare. Nella ripresa, alla mezzora, Parma in vantaggio con un gol incredibile di Sansone. 
La squadra di Stramaccioni non riesce a reagire e spreca un'occasione.


PARMA-INTER 1-0
Marcatori: 30' st Sansone

sabato 3 novembre 2012

Sarah's key

Quando ci chiediamo perchè guardare al passato e perchè cercare di capire cose lontane da noi ecco allora io dico guardate questo film e capite il passato ma anche voi stessi. E' vero quello che dice la giornalista alla sua giovane collega "se anche tu fossi stata li' cosa avresti fatto?" 

Ci sono poche parole per descrivere la forza di questo film.
Riporto la recensione del Rotten Tomatoes:
Kristin Scott Thomas
Sarah ed i suoi genitori
Julia Jarmond, an American journalist married to a Frenchman, is commissioned to write an article about the notorious Vel d'Hiv round up, which took place in Paris, in 1942. She stumbles upon a family secret which will link her forever to the destiny of a young Jewish girl, Sarah. Julia learns that the apartment she and her husband Bertrand plan to move into was acquired by Bertrand's family when its Jewish occupants were dispossessed and deported 60 years before. She resolves to find out what happened to the former occupants: Wladyslaw and Rywka Starzynski, parents of 10-year-old Sarah and four-year-old Michel. The more Julia discovers - especially about Sarah, the only member of the Starzynski family to survive - the more she uncovers about Bertrand's family, about France and, finally, herself.

Ci voleva un grande film per farmi ritornare a scrivere su questo blog.

martedì 23 ottobre 2012

Midnight in Paris


Gil (Owen Wilson) è a Parigi con la fidanzata Inez (Rachel McAdams). Gil adora Parigi, soprattutto quando piove, e vorrebbe tanto viverci. Inez detesta la pioggia e vuole vivere a Malibu. Gil fa lo sceneggiatore a Hollywood ma vorrebbe fare lo scrittore. Inez non condivide. Gil ha un animo nostalgico. Inez non apprezza. Insomma: non hanno niente in comune.
Una sera, Gil decide di fare una passeggiata e, allo scoccare della mezzanotte, vede arrivare un’auto d’epoca. La portiera si apre, qualcuno lo invita a entrare, e ben presto si troverà in una festa. A casa diCole Porter. Come gli dice Fitzgerald. Zelda Fitzgerald. Che gli presenta il marito, tal Francis Scott. Gil è sconvolto: è precipitato in una bolla spazio-temporale che lo ha portato nella Parigi degli anni Venti. Quella che per lui, da sempre, è l’età dell’oro. L’epoca in cui ha sempre desiderato vivere. E dove conoscerà DalìBuñuelGertrude SteinPicasso e la sua affascinante amante, Adriana (Marion Cotillard).

Midnight in Parisennesimo titolo del Grand Tour europeo di Woody Allen, scopre le sue carte fin dai titoli di testa, in cui il montaggio costruisce una Parigi da cartolina: è la città che sognano e vedono i turisti. Come i protagonisti del film, che sono americani, e la visitano con tutti i cliché del caso.
Allo stesso modo, quando Gil si ritrova agli inizi del secolo scorso e incontrerà tutti i suoi idoli, ugualmente li vedrà nei tratti essenziali e persino banali con cui li ha immaginati. Il rigoroso Buñuel, il matto Dalì, l’ubriacona depressa Zelda, il rude e terrigno Hemingway, l’egocentrico Picasso: sono tutte “figurine” che non hanno nulla di umano né di tridimensionale. Sono le cartoline personali di Gil, il suo “presepe” privato. Finché non si invaghirà di Adriana. Che a sua volta ha un mito: quello della Belle Epoque. Per Adriana gli anni Venti sono morti, poco creativi, privi di genio. L’età dell’oro per lei è già passata. Perché, in fondo, c’è sempre un passato più passato degli altri che giustifica la nostra insoddisfazione e la nostra incapacità di affrontare il presente.
Nel film c’è uno slittamento geniale che strizza l’occhio a La rosa purpurea del Cairo ma soprattutto a uno strepitoso racconto dello stesso Allen, Il caso Kugelmass. Qui un professore dalla vita coniugale infelice va da una maga chiedendo di essere “spedito” tra le pagine di Madame Bovary. In Midnigth in Paris gli esiti sono meno nefasti perché, mentre Kugelmass resta intrappolato in un dizionario, Adriana farà capire a Gil cosa non va nella sua vita. Ovvero che Inez non lo ama e che lui non la vuole sposare. Che l’età dell’oro non esiste, il passato e il presente si contaminano misteriosamente, e la bellezza nasce nel migliorare il tempo che abitiamo.
Eppure è solo affondando nel proprio immaginario, nel proprio sistema di “miti”, che Gil può rivedere la propria esistenza. Se il passato non è un santino da glorificare e ogni epoca ha le proprie spine, certamente dobbiamo capire anche cosa ci attrae di quel mondo che desideriamo. Dobbiamo comprendere il senso di quel desiderio. Il vecchio saggio Woody Allen, con levità e grazia, ci invita a non coltivare illusioni ma a scoprire quel che serve alla vita nelle cose che amiamo e mitizziamo.

Midnight in Paris è una piccola parabola preziosa, con alcune scene memorabili. Come quando Gil spiega ai surrealisti di venire dal futuro e loro non ne restano per nulla sorpresi, ma anzi lo trovano ovvio. O come il suggerimento per un film che Gil dà a Buñuel: è la trama de L’angelo sterminatoreSolo che il regista spagnolo non capisce che senso abbia. Per forza: lo realizzerà quasi 40 anni dopo, nel 1962.

Buñuel, in questo caso, è sfasato rispetto a se stesso e al proprio avvenire. Perché ogni tempo – anche quello degli individui – ha il proprio corso e la propria verità. L’immaginario non deve chiuderci al divenire, ma restituirci la possibilità del cambiamento. E questo è possibile solo a patto di non pensare che ci sia stato un momento, o un luogo, in cui la vita è stata diversa da quella che è.

mercoledì 10 ottobre 2012

Streets of Philadelphia

Una canzone ed un film toccanti .... 

Il film del 1994 tratta il tema dell' AIDS, malattia che raggiunge proprio in quegli anni il suo culmine.
Quando ho trovato questo video in rete ho rivissuto le emozioni che la visione del film mi ha dato a suo tempo. Tom Hanks nella parte del malato di AIDS è praticamente perfetto. La title track del film e' eseguita dal Bruce Springsteen. Il testo colpisce per la sua durezza e la frase "I can feel myself fading away" racchiude tutte le sensazioni provate dal protagonista.


I was bruised and battered and I couldnt tell 

What I felt 
I was unrecognizable to myself 
I saw my reflection in a window I didn't know 
My own face 
Oh brother are you gonna leave me 
Wastin´away 
On the streets of philadelphia 
I walked the avenue till my legs felt like stone 
I heard the voices of friends vanished and gone 
At night I could hear the blood in my veins 
Black and whispering as the rain 
On the streets of philadelphia 

Aint no angel gonna greet me 
Its just you and I my friend 
My clothes don't fit me no more 
I walked a thousand miles 
Just to slip the skin 

The night has fallen, Im lyin' awake 
I can feel myself fading away 
So receive me brother with your faithless kiss 
Or will we leave each other alone like this 
On the streets of philadelphia