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martedì 11 dicembre 2012

Baciami ancora

Ecco il testo di una canzone di Jovanotti scritta per la colonna sonora di un film di Muccino.


One, due, tre, four.Un bellissimo spreco di tempoun'impresa impossibilel'invenzione di un sognouna vita in un giornouna tenda al di là della dunaUn pianeta in un sasso, l'infinito in un passoil riflesso di un sole sull'onda di un fiumeson tornate le lucciole a Romanei parchi del centro l'estate profuma.Una mamma, un amante, una figliaun impegno, una volta una nuvola scuraun magnete sul frigo, un quaderno di appuntiuna casa, un aereo che vola.Baciami ancora…Baciami ancora…Tutto il resto è un rumore lontanouna stella che esplode ai confini del cielo.Baciami ancora…Baciami ancora…Voglio stare con teinseguire con tetutte le onde del nostro destino.Una bimba che danza, un cielo, una stanzauna strada, un lavoro, una scuolaun pensiero che sfuggeuna luce che sfiorauna fiamma che incendia l'aurora.Un errore perfetto, un diamante, un difettouno strappo che non si ricuce.Un respiro profondo per non impazzireuna semplice storia d'amore.Un pirata, un soldato, un dio da tradiree l'occasione che non hai mai incontrato.La tua vera natura, la giustizia del mondoche punisce chi ha le ali e non vola.Baciami ancora…Baciami ancora…Tutto il resto è un rumore lontanouna stella che esplode ai confini del cielo.Baciami ancora…Baciami ancora…Voglio stare con teinvecchiare con testare soli io e te sulla luna.Coincidenze, destino,un gigante, un bambinoche gioca con l'arco e le frecceche colpisce e poi scappaun tesoro, una mappa,l'amore che detta ogni leggeper provare a vedereche c'è laggiù in fondodove sembra impossibile stare da solia guardarsi negli occhia riempire gli specchicon i nostri riflessi miglioriBaciami ancora…Baciami ancora…Voglio stare con teinseguire con tetutte le onde del nostro destino.Baciami ancora…Baciami ancora…Baciami ancora…Baciami ancora…Baciami ancora…Baciami ancora…Baciami ancora…Baciami ancora…Baciami ancora…


venerdì 7 dicembre 2012

Potevo stare la' . . .

Oggi sarebbe stato il compleanno di Stefano Rosso.
Ecco il testo di una sua canzone scritta proprio ispirandosi al suo compleanno.



Potevo stare là 

e invece presi quella decisione 

sapevo tutto già 

e fu il coraggio forse fu ambizione 
e con gli amici adesso a casa mia 
si parla spesso di filosofia. 
Potevo stare là 
su gli occhi di ragazze innamorate 
e dentro il cuore di 
quel pazzo rubacuori di mio padre 
e quella notte lui non saprà mai 
col vino dell'amore l'ubriacai. 
E il 7 di dicembre stavo là 
"E' nato!" 
il fiocco azzurro sul portone 
io invece in culla giù in maternità 
sentivo d'aver preso già il bidone. 
Potevo stare là 
dove le stelle sono solo stelle 
e invece sono qua 
e vedo quelle tutte quelle belle 
possibile che non ricordo più 
quello che è stato, quello che fu. 
E il 7 di dicembre eccomi qua 
ma non è quello di vent'anni fa 
di quando in culla giù in maternità 
sentivo "C'è qualcosa che non va...". 
E adesso qui con te 
ho tanta voglia di fare all'amore 
ti stringo forte a me 
e sento che mi batte forte il cuore 
e forse è perchè t'amo o chi lo sa 
forse è la voglia di tornare là.

martedì 27 novembre 2012

Novembre alla ...Modà


Consiglio di ascolto: "Scusami" dei Modà. Cosa c'entri con il post non lo so' ma trovo la canzone abbastanza vicina alla fragilità delle foglie in queste giornate ventose di autunno, foglie che come noi, presto, saranno costrette a lasciare le certezze dell'albero al quale hanno vissuto attaccate per spiccare il loro ultimo volo e cadere nel vuoto.
Scusami, 

Se ho preferito scriverlo, che dirtelo, 

ma non è facile dirti che sei diventata il senso 
di ogni mio giorno, 
momento, perché... 
perché sei fragile

Il proposito di fare una foto al giorno all'albero nel giardino condominiale per seguire l'avanzare dell'autunno è finito nel cassetto insieme a quello di riempire giornalmente le pagine di questo blog.
C'è un bell'acero nel giardino dell' Esrin dove lavoro, l'ho osservato in questo passaggio di stagione assumere tutte le colorazioni, ed ora è praticamente spoglio. Ma nonostante cio' è sempre bello e si prepara al freddo in arrivo.
Per i prossimi giorni le previsioni meteo annunciano pioggia e freddo. Insieme al Natale arriverà anche l'inverno che fino ad ora è rimasto nascosto. Aspetto con curiosità l'evolvere di questa strana stagione .... sarà la calma prima della tempesta?


martedì 23 ottobre 2012

Midnight in Paris


Gil (Owen Wilson) è a Parigi con la fidanzata Inez (Rachel McAdams). Gil adora Parigi, soprattutto quando piove, e vorrebbe tanto viverci. Inez detesta la pioggia e vuole vivere a Malibu. Gil fa lo sceneggiatore a Hollywood ma vorrebbe fare lo scrittore. Inez non condivide. Gil ha un animo nostalgico. Inez non apprezza. Insomma: non hanno niente in comune.
Una sera, Gil decide di fare una passeggiata e, allo scoccare della mezzanotte, vede arrivare un’auto d’epoca. La portiera si apre, qualcuno lo invita a entrare, e ben presto si troverà in una festa. A casa diCole Porter. Come gli dice Fitzgerald. Zelda Fitzgerald. Che gli presenta il marito, tal Francis Scott. Gil è sconvolto: è precipitato in una bolla spazio-temporale che lo ha portato nella Parigi degli anni Venti. Quella che per lui, da sempre, è l’età dell’oro. L’epoca in cui ha sempre desiderato vivere. E dove conoscerà DalìBuñuelGertrude SteinPicasso e la sua affascinante amante, Adriana (Marion Cotillard).

Midnight in Parisennesimo titolo del Grand Tour europeo di Woody Allen, scopre le sue carte fin dai titoli di testa, in cui il montaggio costruisce una Parigi da cartolina: è la città che sognano e vedono i turisti. Come i protagonisti del film, che sono americani, e la visitano con tutti i cliché del caso.
Allo stesso modo, quando Gil si ritrova agli inizi del secolo scorso e incontrerà tutti i suoi idoli, ugualmente li vedrà nei tratti essenziali e persino banali con cui li ha immaginati. Il rigoroso Buñuel, il matto Dalì, l’ubriacona depressa Zelda, il rude e terrigno Hemingway, l’egocentrico Picasso: sono tutte “figurine” che non hanno nulla di umano né di tridimensionale. Sono le cartoline personali di Gil, il suo “presepe” privato. Finché non si invaghirà di Adriana. Che a sua volta ha un mito: quello della Belle Epoque. Per Adriana gli anni Venti sono morti, poco creativi, privi di genio. L’età dell’oro per lei è già passata. Perché, in fondo, c’è sempre un passato più passato degli altri che giustifica la nostra insoddisfazione e la nostra incapacità di affrontare il presente.
Nel film c’è uno slittamento geniale che strizza l’occhio a La rosa purpurea del Cairo ma soprattutto a uno strepitoso racconto dello stesso Allen, Il caso Kugelmass. Qui un professore dalla vita coniugale infelice va da una maga chiedendo di essere “spedito” tra le pagine di Madame Bovary. In Midnigth in Paris gli esiti sono meno nefasti perché, mentre Kugelmass resta intrappolato in un dizionario, Adriana farà capire a Gil cosa non va nella sua vita. Ovvero che Inez non lo ama e che lui non la vuole sposare. Che l’età dell’oro non esiste, il passato e il presente si contaminano misteriosamente, e la bellezza nasce nel migliorare il tempo che abitiamo.
Eppure è solo affondando nel proprio immaginario, nel proprio sistema di “miti”, che Gil può rivedere la propria esistenza. Se il passato non è un santino da glorificare e ogni epoca ha le proprie spine, certamente dobbiamo capire anche cosa ci attrae di quel mondo che desideriamo. Dobbiamo comprendere il senso di quel desiderio. Il vecchio saggio Woody Allen, con levità e grazia, ci invita a non coltivare illusioni ma a scoprire quel che serve alla vita nelle cose che amiamo e mitizziamo.

Midnight in Paris è una piccola parabola preziosa, con alcune scene memorabili. Come quando Gil spiega ai surrealisti di venire dal futuro e loro non ne restano per nulla sorpresi, ma anzi lo trovano ovvio. O come il suggerimento per un film che Gil dà a Buñuel: è la trama de L’angelo sterminatoreSolo che il regista spagnolo non capisce che senso abbia. Per forza: lo realizzerà quasi 40 anni dopo, nel 1962.

Buñuel, in questo caso, è sfasato rispetto a se stesso e al proprio avvenire. Perché ogni tempo – anche quello degli individui – ha il proprio corso e la propria verità. L’immaginario non deve chiuderci al divenire, ma restituirci la possibilità del cambiamento. E questo è possibile solo a patto di non pensare che ci sia stato un momento, o un luogo, in cui la vita è stata diversa da quella che è.

mercoledì 10 ottobre 2012

Streets of Philadelphia

Una canzone ed un film toccanti .... 

Il film del 1994 tratta il tema dell' AIDS, malattia che raggiunge proprio in quegli anni il suo culmine.
Quando ho trovato questo video in rete ho rivissuto le emozioni che la visione del film mi ha dato a suo tempo. Tom Hanks nella parte del malato di AIDS è praticamente perfetto. La title track del film e' eseguita dal Bruce Springsteen. Il testo colpisce per la sua durezza e la frase "I can feel myself fading away" racchiude tutte le sensazioni provate dal protagonista.


I was bruised and battered and I couldnt tell 

What I felt 
I was unrecognizable to myself 
I saw my reflection in a window I didn't know 
My own face 
Oh brother are you gonna leave me 
Wastin´away 
On the streets of philadelphia 
I walked the avenue till my legs felt like stone 
I heard the voices of friends vanished and gone 
At night I could hear the blood in my veins 
Black and whispering as the rain 
On the streets of philadelphia 

Aint no angel gonna greet me 
Its just you and I my friend 
My clothes don't fit me no more 
I walked a thousand miles 
Just to slip the skin 

The night has fallen, Im lyin' awake 
I can feel myself fading away 
So receive me brother with your faithless kiss 
Or will we leave each other alone like this 
On the streets of philadelphia

martedì 11 settembre 2012

Va' - il videoclip

E' arrivato il gran giorno della presentazione ufficiale del videoclip di Va'.
Appuntamento a San Policarpo ore 20:30.
Grande affluenza di pubblico, grande emozione per un bel lavoro svolto con passione ed anche con grande capacita' organizzativa. 
Mettere le tutte le proprie energie per la realizzazione di un progetto e' abbastanza comune, quello che e' fuori dal comune e' portarlo a termine con un cosi' buon risultato.
Il lavoro sempre paga, qualche volta nessuno si accorge di quello che hai fatto, ma in questo caso invece le prove ci sono, il video e la canzone ne sono la prova.
Bravo Vale ... continua cosi'!
Link: Va' - il videoclip

E' bello pensare che la musica e le immagini del tuo videoclip siano state mostrate nel giorno dell'undicesimo anniversario dell'attentato alle Twin Towers. A volare nel cielo dell'11 settembre sono oggi solo le note della tua canzone.


martedì 4 settembre 2012

The King is back!!




Ho terminato la lettura dell'ultimo lavoro di Stephen King 22/11/63.
Era un po'di tempo che non leggevo un libro di Stephen King e devo dire che ho ritrovato tutto cio'che avevo sempre amato nei suoi romanzi.
In piu' qui abbiamo una ricostruzione dell'america degli anni 60, i viaggi nel tempo, una storia d'amore veramente struggente ed un mistero storicamente mai risolto: l'assassinio di Kennedy a Dallas.
Mi e' piaciuto molto il modo in cui King descrive l'america degli anni 60 e le sue consuetudini e i modi di pensare e di come prova a farci capire lo sgomento e le sensazioni provate dagli americani di quel tempo rispetto agli eventi storici che vivevano (i.e. la crisi Cubana, la paura nucleare). 
Mi affascina l'idea della "buca del coniglio" nel ripostiglio del Diners di Al: come luogo di passaggio dal presente al passato. A differenza di quello che accade in "Ritorno al futuro" le conseguenze di azioni svolte nel passato non sempre sono positive rispetto all'evoluzione della storia futura. Mostrare come il passato faccia resistenza ad essere modificato e' anche un ottima trovata


Riguardo al caso Kennedy, ho notato un'ottima conoscenza degli eventi, l'autore si e' molto documentato riportandoci notizie ed fatti realmente accaduti, inserendoli magistralmente nella sua vicenda fantastica.



In breve un grande romanzo che ripaga ampiamente le ore passate sulle sue pagine.

Il finale del romanzo che leggiamo oggi e' diverso dalla sua stesura originale, Stephen King lo ha cambiato su suggerimento del figlio (anche lui scrittore). 



domenica 26 agosto 2012

Allerona: tra sagre e turismo

 Attivate il link per ascoltare la canzone che ci ha accompagnato durante i nostri percorsi in questa estate 2012.

Durante le vacanze trascorse insieme ad Allerona abbiamo visitato alcune sagre nei dintorni.
Quale occasione migliore per scattare alcune foto che sarà bello rivedere per ricordare le belle  .. .e calde giornate trascorse tutti insieme girovagando tra Umbria, Lazio e Toscana.

San Lorenzo nuovo - Bolsena



Torre Alfina


Lumbriano

San Casciano Bagni

venerdì 10 agosto 2012

Sound of silence

Dustin Hoffman - The graduate
Alcuni giorni fa' riflettevo durante il pranzo con alcuni colleghi sul futuro che aspetta i nostri figli considerando la situazione che stiamo vivendo. Ebbene gia' nel 1972 negli USA avevano queste stesse preoccupazioni per il futuro, preoccupazioni che bene vennero rappresentate dal film Il Laureato di Mike Nichols con Dustin Hoffman e Anne Bancroft nel ruolo della famosa Mrs Robinson. Il futuro e' incerto ma in fondo credo che i nostri ragazzi troveranno il modo di farcela come abbiamo fatto anche noi nel passato. Credo inoltre sia difficile dare consigli su che strada intraprendere, la situazione economica e sociale del nostro paese e di quelli dell'Europa che cambia continuamente. 
Per tornare al film credo che lo sguardo - perso, sgomento carico di dubbi ed incertezze del ragazzo appena laureato che guarda alla sua vita futura, convinto di non essere all'altezza delle aspettative che i suoi genitori e le persone che lo circondano ripongono su di lui - sia veramente l'emblema di quel film ma anche della situazione che oggi stiamo vivendo.
Riporto anche un simpatico commento al film trovato su you tube ....  

"I saw the Graduate just after I graduated from college in 1972. It scared the crap out of me in that I had my whole future ahead of me , and I had no idea what to do next.
If I knew then what I know now, I would have been 10 times more scared. Thank goodness I am old now."


Godetevi il video di Sound of silence di Simon & Garfunkel autori della stupenda colonna sonora del film: 


Hello darkness, my old friend
I have come to talk with you again

giovedì 9 agosto 2012

Breath and life

Marion Cotillard and Leonardo DiCaprio
Ecco il video in HD con la musica e le immagini di un film particolarmente riuscito: Inception di Christopher Nolan. Sembra che la colonna sonora del film abbia preso spunto da una canzone di Edit piaf Non, Je ne regrette rien.  Dopo aver visto questo estratto del film la voglia di rivederlo per intero cresce. Ho ancora bene impresse le immagini di quei mondi fantasiosi creati nella mente dei protagonisti. Cristopher Nolan ha un modo di raccontare le sue storie molto particolare fatto di improvvisi cambi di scena e di racconti spesso non lineari, ho molto apprezzato il suo Batman Begins che resta a mio parere il migliore film realizzato sul mitico uomo pipistrello.

domenica 5 agosto 2012

Vacanze d'autore

In questi giorni di vacanza ad Ostia ho letto un bell'articolo su Repubblica che riporto integralmente. Si tratta di un racconto su come uno scrittore di Ostia vede la sua citta'.Potete godervelo insieme alle note della canzone di Jack Johnson - Upside down che ci invita a non fidarsi di quello che spesso e' considerato come normale,  bisogna sempre aver voglia di girare il tutto a testa in giu' per vedere se le cose stanno proprio come sembrano ! 


"I want to turn the whole thing upside down
I'll find the things they say just can't be found"



VACANZE D'AUTORE

La finestra sul mare
Ostia città divisa

Tra il levante esclusivo e il ponente più povero. A destra del pontile il lungomare si restringe e le case sono condomini in puro stile geometrile anni '60 e '70. Dopo il porto turistico c'è l'Idroscalo

di BEPPE SEBASTE
Anche se è grande e popolata come una città, mi piace che Ostia sia solo un distretto di Roma col mare. Quella di Lido centro sembra una vera stazione, anche se ci arriva solo il trenino che parte dalla Piramide, ed è bello da lì camminare in via della Pineta o nella strettissima via dei Fabbri Navali, nucleo originario di Ostia che ricorda l'atmosfera di Monteverdevecchio o del Gianicolo. In via degli Acilii c'era un'osteria in un giardino, sotto una tettoia di vigna, "da Oscar", oggi solo rivendita di vino per gli intimi. Sembra di stare in un altro mondo. Suppongo però che devo parlare di spiagge.

 Le più eleganti sono quelle di levante (le più "esclusive" sono ancora più giù, verso Castelfusano, dove le cabine si tramandano in famiglia), ma io vado a ponente, a destra del pontile, nella cosiddetta "Ostia destra". E' più povera, il lungomare si restringe e le case sono condomini in puro stile geometrile anni '60 e '70. Ci sono le ex colonie fasciste (dove il sindaco Alemanno vorrebbe fare un casinò) che ospitano, perfetta nèmesi, una varietà di minoranze e disagiati, tra cui la moschea e la mensa della Caritas, appartamenti occupati da colorati extracomunitari e la bellissima biblioteca Elsa Morante, rifugio di quegli speciali disadattati che siamo noi lettori di libri. Il tratto di lungomare chiamato Duca degli Abruzzi, poco più avanti, fino a qualche anno fa era addirittura malfamato, ma ha il privilegio di offrire il sollievo della
vista di mare e spiagge libere a chi cammina  sul lungomare appunto, non un "lungomuro" come quasi ovunque a Ostia. Alla fine del lungomare di ponente c'è il nuovo porto turistico, e in estate, all'ora giusta, il sole tramonta così esattamente alla fine della strada da meritare pienamente l'appellativo di Sunset boulevard...

 Dopo il porto turistico c'è l'Idroscalo. Era una sorta di favela sulla foce del Tevere, cosi chiamata per gli idrovolanti che nel ventennio fascista partivano da qui (Fiumicino sarebbe nata più tardi). Ci si arriva lasciandosi alle spalle i palazzoni edificati per i senza casa dal sindaco Petroselli negli anni '80, si costeggiano i cantieri navali coi lussuosi yachts ancorati, e l'oasi della Lipu con il monumento a Pier Paolo Pasolini (nel luogo preciso in cui fu ammazzato), dove volteggiano a volte fenicotteri bianchi e rosa. Sulla destra, in una polverosa distesa, l'ottagonale torre di avvistamento progettata da Michelangelo, detta anche "Torre di San Michele", abbandonata da anni a non essere vista né ad avvistare più nulla. Finché la strada finisce, tra il mare e il nulla, un nulla non privo di dolcezza dai colori pastello, dove in una spiaggetta rocciosa giocano e nuotano bambini e famiglie superstiti, e la finestrella di una casetta con le foto di gelati rivela un bar. Sembra di tornare agli anni '60, o prima. Era, e in parte è ancora, un mondo sopravvissuto di estremamente poveri e precari, case e baracche di materiali di risulta che ospitano centinaia di persone e di famiglie, italiane e non. Nella miseria, statuine di Padre Pio, vasi di fiori, decorazioni sulle porte. Sembra uscito dal remake di un film di Pier Paolo Pasolini diretto da David Lynch, se penso agli uomini e donne coperti di tatuaggi che vidi in festose serate estive alla luce rubata dai pali elettrici, animate dal karaoke, da balli e dall'elezione di Miss Idroscalo. E soprattutto alla devozione quasi pagana, forse per questo ancora più religiosa, della festa dell'Assunta il 15 agosto, detta anche Festa del Mare: quando il barcone con la statua lignea della Madonna, i lunghi capelli sciolti come nella canzone di De André, prende il largo, e i poveri festeggiano a fianco delle autorità in una solennità iperreale e sballata, come i fuochi d'artificio fuori sincrono. Catarsi di una comunità disaggregata degna di essere raccontata in un film, ma oggi dispersa dalle ruspe, complici probabilmente dall'ennesima speculazione urbanistica.

 Ho un amico poeta che abita a Ostia destra, con una terrazza che si affaccia sul lungomare e la spiaggia. Vado spesso da lui a pranzo o cena (è un ottimo cuoco), poi magari resto lì per una breve vacanza. Eccomi dunque qui a guardare il mare e la spiaggia dall'alto nell'ora che preferisco, quella in cui si svuota, gli stabilimenti chiudono come gli ombrelloni e tutto acquista luce e spazio abitabile, e sarebbe bello scendere a nuotare. Ma alle 19,15 circa gli stessi stabilimenti balneari si cambiano d'abito per la loro second life, annunciata da musiche dapprima soffuse, poi dilatate in una poltiglia sonora incongrua e ad altissimo volume. La concorrenza dei bar della spiaggia non risparmia nessuno: percussioni africane versus tromba romantica, Besame mucho contro rock italiano anni '60, disco music e perfino, sulla pedana di un ristorante, una soprano dal vivo.

Tutto questo, fuso in un brusioremix, mi arriva come refoli di vento, come aromi di cucina che mischino tra loro pietanze diverse. Quando il sole è ormai atterrato da un pezzo all'Idroscalo, e un argento uniforme confonde cielo e mare, a un certo punto un pianoforte classico rivaleggia con l'immancabile Folle idea di Patty Pravo, e tra i due motivi prevale il basso della voce di Louis Armstrong in What a wonderful world: è il segnale. In cielo resta un vago alone rosa, il resto è buio, il porto turistico con le sue torrette sembra il profilo di un'Istanbul in miniatura, e il popolo dell'happy hour comincia a fluire e invadere le spiagge come zombi teneri e sonnacchiosi. E' la globalizzazione della sbronza, nel frastuono babelico della notte rutilante. C'è la spiaggiabalera e quella pianobar, quella pub e quella discoteca e così via, a ognuno la sua musica. A giudicare dal flusso di corpi che dai marciapiedi del lungomare entra negli stabilimenti, la spiaggia è più gremita che di giorno...

Poi bisognerebbe descrivere l'incanto del mattino presto, il chiarore terso e pulito del mare. Le spiagge vuote e struccate, senza il belletto notturno, percorse dai trattori che le spianano come tosaerba, sorprendono per la loro freschezza nella luce silenziosa del giorno. Certo, ci si chiede perché quel bar con le capanne sulla sabbia debba chiamarsi Polynesian Cocktailbar, e cos'abbiano di polinesiano i condomini di fronte. Ma questa, e il divario tra le parole e le cose, è un'altra, vecchissima storia.
(05 agosto 2012)

giovedì 2 agosto 2012

Il Comico




Cesare Cremonini nel vodeclip
Ci sono delle canzoni che meglio di altre rappresentano il momento che stiamo vivendo, sono la vera colonna sonora del tempo presente che scorre. In questo momento la canzone di Cremonini - Il Comico mi segue in ogni radio che accendo o in ogni locale nel quale entro.Queste note mi ricorderanno l'estate quando le prime goccie di pioggia di Settembre annunceranno l'arrivo dell'autunno. Il pezzo è originale ed ha un ritmo interessante e malinconico. Decisamente una canzone riuscita.


Si rincorrono i ricordi, 
come cani in un cortile 
tu nemmeno te ne accorgi, 
come un fesso vorrei farti innamorare! 
No, ti prego non andare... 
…se puoi rimani, fino a domani…



martedì 31 luglio 2012

Moda' & Underground

Sono riuscito finalmente ad inserire una barra per ascoltare la musica di un video da you tube ......
Quindi se volete ora mentre leggete questo post potete ascoltare la bella canzone dei Moda'.
 

Riporto un breve estratto dell'inizio del libro Underground di Don De Lillo. Dialoghi, incontri, luoghi, piccoli e grandi eventi si susseguono pagina dopo pagina e sebbene la trama praticamente non esista il libro scorre e mantiene vivo l'interesse iniziale.
"Parla la tua lingua, l'americano, e c'è una luce nel suo sguardo che è una mezza speranza. È un giorno di scuola, naturalmente, ma lui non c'è proprio, in classe. Preferisce star qui, invece, all'ombra di questa specie di vecchia carcassa arrugginita, e non si può dargli torto – questa metropoli di acciaio, cemento e vernice scrostata, di erba tosata ed enormi pacchetti di Chesterfield di sghimbescio sui tabelloni segnapunti, con un paio di sigarette che sbucano da ciascuno. Sono i desideri su vasta scala a fare la storia. Lui è solo un ragazzo con una passione precisa, ma fa parte di una folla che si sta radunando, anonime migliaia scese da autobus e treni, gente che in strette colonne attraversa marciando il ponte girevole sul fiume, e sebbene non siano una migrazione o una rivoluzione, un vasto scossone dell'anima, si portano dietro il calore pulsante della grande città e i loro piccoli sogni e delusioni, quell'invisibile nonsoché che incombe sul giorno – uomini in cappello di feltro e marinai in franchigia, il ruzzolio distratto dei loro pensieri, mentre vanno alla partita."

domenica 29 luglio 2012

Surf

Le foto hanno la capacità di fermare il tempo. Nello sport grazie alle fotografie possiamo scoprire momenti magici che a velocità naturale sarebbero perduti. Ad esempio le foto di Alan Taylor, prese dal sito: http://www.theatlantic.com/infocus/2011/09/in-the-surf


giovedì 26 luglio 2012

Surfin' USA

Sono le 23:35 e dalla finestra aperta entrano i suoni del concerto dei Beach Boys a Capannelle.
Ho apprezzato i loro dischi anche se era un po' di tempo che non ascoltavo la loro musica.
Il concerto sta proseguendo con molto ritmo e uno dopo l'altro sento i pezzi che hanno fatto la storia di questa band ma anche di una certa musica americana.
Le copertine degli album sono veramente in linea con la calda estate che stiamo vivendo.
Ora arrivano le note di Surfing' USA:

"If everybody had an ocean 
Across the U.S.A. 
Then everybody'd be surfin' 
Like californ-I-A 
You'd see 'em wearin' their baggies 
Huarachi sandals, too 
A bushy bushy blonde hairdo 
Surfin' U.S.A. 

We'll all be plannin' out a route 
We're gonna take real soon 
We're waxin' down our surfboards 
We can't wait for June 
We'll all be gone for the summer 
Were on safari to stay 
Tell the teacher we're surfin' 
Surfin' U.S.A. " (Chuck Berry)



Adesso avrei voglia di trovarmi i riva al mare in una spiaggia Californiana a guardare i ragazzi che fanno surf sulle onde ... un po' come nel film "Un mercoledi da leoni"

giovedì 19 luglio 2012

Homeward bound


Widnes station



"I'm sittin' in the railway station 
Got a ticket for my destination 
On a tour of one night stands 
My suitcase and guitar in hand 
And every stop is neatly planned 
For a poet and a one man band" 


Stasera mi è tornata in mente una bella canzone di Paul Simon - Homeward Bound scritta nella stazione di Widnes nel 1965.

Parole adatte ai giorni d'estate, ci si sente pronti a partire ... non importa verso dove, basta prendere un treno o semplicemente viaggiare di fantasia come sto facendo ora! Il viaggio apre la mente e ci permette di vedere con occhi diversi la nostra quotidianità confrontandola con quella di altri. Ognuno vive la vita in modo diverso, con le sue priorità ed urgenze, spetta a noi trovare la nostra strada aiutandoci anche con le esperienze accumulate nei nostri viaggi. Quel treno che stiamo aspettando potrebbe aiutarci a vedere il mondo con occhi diversi.