Quando ci chiediamo perchè guardare al passato e perchè cercare di capire cose lontane da noi ecco allora io dico guardate questo film e capite il passato ma anche voi stessi. E' vero quello che dice la giornalista alla sua giovane collega "se anche tu fossi stata li' cosa avresti fatto?"
Ci sono poche parole per descrivere la forza di questo film. Riporto la recensione del Rotten Tomatoes:
Kristin Scott Thomas
Sarah ed i suoi genitori
Julia Jarmond, an American journalist married to a Frenchman, is commissioned to write an article about the notorious Vel d'Hiv round up, which took place in Paris, in 1942. She stumbles upon a family secret which will link her forever to the destiny of a young Jewish girl, Sarah. Julia learns that the apartment she and her husband Bertrand plan to move into was acquired by Bertrand's family when its Jewish occupants were dispossessed and deported 60 years before. She resolves to find out what happened to the former occupants: Wladyslaw and Rywka Starzynski, parents of 10-year-old Sarah and four-year-old Michel. The more Julia discovers - especially about Sarah, the only member of the Starzynski family to survive - the more she uncovers about Bertrand's family, about France and, finally, herself. Ci voleva un grande film per farmi ritornare a scrivere su questo blog.
Gil (Owen Wilson) è a Parigi con la fidanzata Inez (Rachel McAdams). Gil adora Parigi, soprattutto quando piove, e vorrebbe tanto viverci. Inez detesta la pioggia e vuole vivere a Malibu. Gil fa lo sceneggiatore a Hollywood ma vorrebbe fare lo scrittore. Inez non condivide. Gil ha un animo nostalgico. Inez non apprezza. Insomma: non hanno niente in comune.
Una sera, Gil decide di fare una passeggiata e, allo scoccare della mezzanotte, vede arrivare un’auto d’epoca. La portiera si apre, qualcuno lo invita a entrare, e ben presto si troverà in una festa. A casa diCole Porter. Come gli dice Fitzgerald.Zelda Fitzgerald. Che gli presenta il marito, tal Francis Scott. Gil è sconvolto: è precipitato in una bolla spazio-temporale che lo ha portato nella Parigi degli anni Venti. Quella che per lui, da sempre, è l’età dell’oro. L’epoca in cui ha sempre desiderato vivere. E dove conoscerà Dalì, Buñuel, Gertrude Stein, Picasso e la sua affascinante amante, Adriana (Marion Cotillard).
Midnight in Paris, ennesimo titolo del Grand Tour europeo di Woody Allen, scopre le sue carte fin dai titoli di testa, in cui il montaggio costruisce una Parigi da cartolina: è la città che sognano e vedono i turisti. Come i protagonisti del film, che sono americani, e la visitano con tutti i cliché del caso.
Allo stesso modo, quando Gil si ritrova agli inizi del secolo scorso e incontrerà tutti i suoi idoli, ugualmente li vedrà nei tratti essenziali e persino banali con cui li ha immaginati. Il rigoroso Buñuel, il matto Dalì, l’ubriacona depressa Zelda, il rude e terrigno Hemingway, l’egocentrico Picasso: sono tutte “figurine” che non hanno nulla di umano né di tridimensionale. Sono le cartoline personali di Gil, il suo “presepe” privato. Finché non si invaghirà di Adriana. Che a sua volta ha un mito: quello della Belle Epoque. Per Adriana gli anni Venti sono morti, poco creativi, privi di genio. L’età dell’oro per lei è già passata. Perché, in fondo, c’è sempre un passato più passato degli altri che giustifica la nostra insoddisfazione e la nostra incapacità di affrontare il presente.
Nel film c’è uno slittamento geniale che strizza l’occhio a La rosa purpurea del Cairoma soprattutto a uno strepitoso racconto dello stesso Allen, Il caso Kugelmass. Qui un professore dalla vita coniugale infelice va da una maga chiedendo di essere “spedito” tra le pagine di Madame Bovary. In Midnigth in Paris gli esiti sono meno nefasti perché, mentre Kugelmass resta intrappolato in un dizionario, Adriana farà capire a Gil cosa non va nella sua vita. Ovvero che Inez non lo ama e che lui non la vuole sposare. Che l’età dell’oro non esiste, il passato e il presente si contaminano misteriosamente, e la bellezza nasce nel migliorare il tempo che abitiamo.
Eppure è solo affondando nel proprio immaginario, nel proprio sistema di “miti”, che Gil può rivedere la propria esistenza. Se il passato non è un santino da glorificare e ogni epoca ha le proprie spine, certamente dobbiamo capire anche cosa ci attrae di quel mondo che desideriamo. Dobbiamo comprendere il senso di quel desiderio. Il vecchio saggio Woody Allen, con levità e grazia, ci invita a non coltivare illusioni ma a scoprire quel che serve alla vita nelle cose che amiamo e mitizziamo.
Midnight in Paris è una piccola parabola preziosa, con alcune scene memorabili. Come quando Gil spiega ai surrealisti di venire dal futuro e loro non ne restano per nulla sorpresi, ma anzi lo trovano ovvio. O come il suggerimento per un film che Gil dà a Buñuel: è la trama deL’angelo sterminatore. Solo che il regista spagnolo non capisce che senso abbia. Per forza: lo realizzerà quasi 40 anni dopo, nel 1962.
Buñuel, in questo caso, è sfasato rispetto a se stesso e al proprio avvenire. Perché ogni tempo – anche quello degli individui – ha il proprio corso e la propria verità. L’immaginario non deve chiuderci al divenire, ma restituirci la possibilità del cambiamento. E questo è possibile solo a patto di non pensare che ci sia stato un momento, o un luogo, in cui la vita è stata diversa da quella che è.
Per la serie filmone imperdibile ieri sera su SKY: L'alba del pianeta delle scimmie. Film considerato il prequel del famossissimo "Il pianeta delle scimmie" che poi e' stato il primo di una trilogia girata negli anni '70. In questo film si ritrovano tutti gli elementi che hanno reso indimenticabile la saga originale. Mi piace il ruolo di Cesar che riesce a diventare leader usando la sua intelligenza per farsi rispettare dal gruppo. C'e' l'anelito alla liberta' e la voglia di uscire dagli schemi di chi ti considera un essere inferiore. La dignita' di un essere vivente, anche se animale, deve sempre essere considerata. In sostanza un bel film con degli ottimi effetti speciali, le scimmie sono state interamente realizzate con il computer. Ora vado a cercare il primo film della trilogia e me lo vedo!!! Riporto la lista di tutti i film della trilogia (veramente ora vedo che sono 5 ...) originale: Il Pianeta delle scimmie L'altra faccia del Pianeta delle scimmie, Fuga dal pianeta delle scimmie, 1999 Conquista della terra, Anno 2670 - Ultimo atto Il Pianeta delle scimmie del 1968 sbalordì il pubblico con una scioccante visione distopica del destino umano. In un tempo infatti in cui i film di fantascienza univano l'allegoria ad avventure elettrificanti, la franchise de Il Pianeta delle Scimmie divenne subito un punto di riferimento per la cinematografia di genere.
Grazie ad un abbonamento (al momento per un mese) al canale cinema di Sky, questa sera ho visto sul canale SKY CINEMA CULT HD il film Precious. E' la storia di una ragazza di colore che vive nel Bronx una situazione familiare veramente problematica (il film inizia con lei, 17 anni, incinta di una seconda figlia avuta da un rapporto non consensuale con il padre ...). Il film narra la storia di questa ragazza che tra mille difficolta' riesce a proseguire gli studi e a conservare l'affidamento dei figli. E' un film che fa' riflettere sull'importanza della conoscenza e dell'istruzione e di come si puo' riuscire a superare enormi gap culturali con lo studio e l'applicazione. Dimenticavo un particolare la ragazza di colore e' tremendamente grassa ma questo non impedisce al personaggio di risultare simpatico ed umano. Un film interessante.
Quest'anno mi è capitato di trascorrere una domenica a Roma nel mese di agosto. Aspettavo il ritorno dei ragazzi da Cesenatico. Mi è tornato in mente il bel film di Luciano Emmer con Mastroianni girato ad Ostia. Devo dire che il film del 1950 rivisto oggi riporta un'immagine vera di come eravamo e forse in molti dei comportamenti di come ancora oggi siamo.Tutti i luoghi principali di Ostia si ritrovano nello scorrere del film, dallo stabilimento la Vecchia pineta, al Lido, ai cancelli ... Il film narra le vicende di diversi personaggi che una domenica d'estate lasciano Roma per dirigersi verso il mare. Ostia è da sempre considerata una meta popolare e in questo film l'anima popolare dei romani che cercano il mare è tratteggiata in modo mirabile ... dalle imbarcate sulla macchina di famiglie con nonne al seguito, alle abbuffate di spaghetti sulla spiaggia, ai ragazzi che raggiungono Ostia in bicicletta. Il film ha una fotografia notevole e ha il pregio di mostrare molti dei luoghi cari a chi come me frequenta Ostia da molto tempo, penso alla ferrovia Piramide - Lido Centro è bello vederli come erano nel 1950 rispetto a come sono oggi. Alcuni devo dire non sono molto cambiati ..... Cosi' scriveva Gian Luigi Rondi a proposito del film: A Roma, in agosto, di domenica, non ci sono che i metropolitani. Tutti gli altri vanno a Ostia, in autobus, in bicicletta, in treno, sopra vecchi tassì sgangherati ridotti a uso privato. Sulla spiaggia nascono idilli, si sciolgono vecchi legami, fioriscono giochi di bambini e di grandi; quando scende la sera sul mare, le cabine si vuotano e l’esodo verso la città ricomincia: molti si saranno solo un po’ rinfrescati, per qualcuno si aprirà, invece, una nuova vita, per altri, forse tutto sarà finito per sempre. [...]
Alcuni giorni fa' riflettevo durante il pranzo con alcuni colleghi sul futuro che aspetta i nostri figli considerando la situazione che stiamo vivendo. Ebbene gia' nel 1972 negli USA avevano queste stesse preoccupazioni per il futuro, preoccupazioni che bene vennero rappresentate dal film Il Laureato di Mike Nichols con Dustin Hoffman e Anne Bancroft nel ruolo della famosa Mrs Robinson. Il futuro e' incerto ma in fondo credo che i nostri ragazzi troveranno il modo di farcela come abbiamo fatto anche noi nel passato. Credo inoltre sia difficile dare consigli su che strada intraprendere, la situazione economica e sociale del nostro paese e di quelli dell'Europa che cambia continuamente. Per tornare al film credo che lo sguardo - perso, sgomento carico di dubbi ed incertezze del ragazzo appena laureato che guarda alla sua vita futura, convinto di non essere all'altezza delle aspettative che i suoi genitori e le persone che lo circondano ripongono su di lui - sia veramente l'emblema di quel film ma anche della situazione che oggi stiamo vivendo. Riporto anche un simpatico commento al film trovato su you tube .... "I saw the Graduate just after I graduated from college in 1972. It scared the crap out of me in that I had my whole future ahead of me , and I had no idea what to do next. If I knew then what I know now, I would have been 10 times more scared. Thank goodness I am old now."
Godetevi il video di Sound of silence di Simon & Garfunkel autori della stupenda colonna sonora del film:
Ecco il video in HD con la musica e le immagini di un film particolarmente riuscito: Inception di Christopher Nolan. Sembra che la colonna sonora del film abbia preso spunto da una canzone di Edit piaf Non, Je ne regrette rien. Dopo aver visto questo estratto del film la voglia di rivederlo per intero cresce. Ho ancora bene impresse le immagini di quei mondi fantasiosi creati nella mente dei protagonisti. Cristopher Nolan ha un modo di raccontare le sue storie molto particolare fatto di improvvisi cambi di scena e di racconti spesso non lineari, ho molto apprezzato il suo Batman Begins che resta a mio parere il migliore film realizzato sul mitico uomo pipistrello.
NESSUN DANNO A PERSONE E COSE Scossa di terremoto ai Castelli Romani
Magnitudo 3.5 alle porte di Roma: l'epicentro è tra Montecompatri e Monte Porzio Catone. Avvertita in molti quartieri della Capitale. Il sismologo: attività vulcaniche
L'epicentro dall'Istituto Nazionale di Geofisica (Ansa)
ROMA - Una scossa sismica di magnitudo 3.5 della scala Richter è stata avvertita lunedì alle 17.13 nell'area dei Castelli romani ed in alcune zone di Roma sud.
Ho sentito la scossa, mi trovavo ancora al lavoro all'Esrin e devo dire che nei pochi secondi di durata del sisma non ho fatto in tempo a pensare nulla se non a fermare un palla di vetro che rischiava di cadere in terra. E' curioso come in momenti cosi' particolari ci scopriamo a compiere gesti fuori della norma. Invece di cercare un riparo o di cercare la fuga ho pensato con molta tranquillita' che la scossa sarebbe terminata presto. Anche a casa il terremoto e stato sentito e Cinzia mi ha raccontato di aver sentito un forte boato subito prima di avvertire la scossa.
Ancora sconvolti da questa notizia e dopo una cena frugale abbiamo deciso in questa calda serata di luglio di vedere tutta la famiglia riunita Dark storm un tv movie del 2006. Un vero capolavoro nel suo genere, con effetti speciali mirabolanti, una storia solida e degli attori veramente carismatici. Peccato che non ho visto il finale causa un colpo di sonno proprio nell' ultimo quarto d' ora. Ma i ragazzi mi hanno assicurato che il finale non aggiungeva molto a quello che avevo già visto.Non credevo di trovare delle immagini del film su internet ... ed invece eccole qui abbiamo anche il protagonista intento a lanciare una sua palla di energia.
Ci sono film che lasciano un segno. Faraway, so close di Wim Wenders è senz'altro uno di questi. Il film è una specie di remake del piu' conosciuto "il cielo sopra Berlino" è senz'altro piu' accessibile e sfrutta lo stesso tema della presenza degli angeli che osservano gli uomini che vivono sulla terra, cosi' lontani e allo stesso tempo cosi' vicini. Le parole non servono quando l'espressività degli attori vale piu' di molte parole. Il bianco e nero non è mai stato piu' colorato di cosi'! E poco importa che i dialoghi tra Raphaela e Cassiel siano in tedesco ... Godetevi questa scena tra l'altro di notevole qualità.
Inserire video link in un blog che dovra' essere ri-letto tra un anno e' sempre un rischio, il video potrebbe non essere piu' li'... ma in fondo anche il mondo tra un anno potrebbe non essere piu' lo stesso. Per oggi mi basta rivivere le emozioni che il film "Basilicata coast to coast" mi ha dato sopratutto legate alla splendida colonna sonora e alla partecipazione di Max Gazze' nel ruolo di un ragazzo muto.
A volte le parole non servono per trasmettere le emozioni che abbiamo dentro di noi.